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mentono sapendo di mentine

domenica 28 dicembre 2008

NE' OBLIO NE' PERDONO

Nunca más. Mai più. Aveva questo titolo il volume di testimonianze che lo scrittore argentino Ernesto Sábato consegnò al presidente Alfonsin nel 1984, dopo 8 anni di una dittatura militare che causò la morte di 30.000 persone. Mai più campi di tortura approntati dai militari (oltre 365). Mai più l'incubo della Ford Falcon, la berlina rudimentale, quasi sempre di colore verde, che rapiva, inghiottiva e poi scaricava cadaveri agli angoli delle strade. Mai più ragazzi scomparsi, come accadde al Collegio Nacional, un liceo argentino famoso come il Tasso a Roma o il Parini a Milano. Al Collegio si diplomò Ernesto Che Guevara, e lì studiarono altri protagonisti della storia argentina. Durante la dittatura militare, quel liceo ebbe 99 studenti uccisi. Mai più.

"Volevo e dovevo mantenere viva la memoria di quel periodo; per me, per i miei figli. Per tutti gli altri, per aiutare a ricordare e capire questo periodo doloroso della storia argentina. Per ricordo delle vittime e vergogna dei loro carnefici. Come testimone di una piccola storia. Una piccola storia sommata a migliaia di altre storie". scrive l'autore, in conclusione di un diario che affanna e travolge. Argentina 1976. Daniel è un attivista sindacale, e per il regime di Videla questo dato è sufficiente per considerarlo un sovversivo e per arrestarlo. In modo semplice e coinvolgente, Daniel racconta in queste pagine i tre anni di prigionia: i ricordi che si intrecciano con i destini del paese, la repressione militare, le torture, la lotta politica dei "montoneros", i desaparecidos.

Il suo diario dal carcere è una delle poche testimonianze dirette sulle condizioni dei detenuti politici argentini pubblicate in lingua italiana.

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