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mentono sapendo di mentine

martedì 31 maggio 2011

UNA STRANA STORIA di Simone Farulla



"Quella volta, per S., non andò così. Lui non prese decisione, fu Decisione a impossessarsi di lui. Fu automatico. La sua volontà, il suo libero arbitrio, non ci entravano affatto. Sembrava una decisione presa da tempo, ma mai messa in atto. Progetto covato per giorni, mesi, anni, millenni forse. Disegno esatto, tracciato per lui da chissà quale mano, chissà quanto prima. Fu cosa naturale, l'esatta conseguenza, ciò che doveva essere fatto in quel preciso istante."

COLLISIONI 2011



mercoledì 20 aprile 2011

AIUTAMI A NON AVERE PAURA



Come descrivere il lappare quello strano gusto che è la malattia ia ia o? Le favole sono strette, la realtà troppo larga, i consigli stonati, la scienza non basta da sola, la speranza va bene, ma il bene va meglio . Un volo pindarico, ma un bel volo: "volar" bene alla malattia, parlarle, metterla a tua agio, chiederle che ti racconti come la puoi guarire ma soprattutto curare. Se ti prendi cura del malessere, cominci a star meglio, e mentre chiacchierate c'è più tempo per sciogliere il gelato della paura, e lei non proverà più nessun gusto! Provare per riuscire (astenersi scettici, pessimisti o solo realisti)
Alessandro Bergonzoni

martedì 5 aprile 2011

VOLCANO TRAIL


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lunedì 4 aprile 2011

L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI


"Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall'anima di quell'uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione."

Film d'animazione di Frédérick Back tratto dal romanzo di Jean Giono. Vincitore del premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione nel 1988.

venerdì 18 febbraio 2011

18 mila giorni. Il Pitone


Riflessioni personali e epocali di un uomo che, dopo diciottomila giorni di vita, ovvero a cinquant’anni, perde il proprio lavoro e scopre come siano mutate radicalmente le prospettive e le aspettative sociali in Italia, da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e un elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto forma più o meno palese di ricatto sociale. Protagonisti di 18mila giorni Giuseppe Battiston, pluripremiato attore di cinema e teatro, (recentissimo il Premio Ubu come miglior attore italiano per Orson Welles’ Roast) insieme al cantautore Gianmaria Testa comporrà brani inediti appositamente per lo spettacolo basato su un testo dello scrittore torinese Andrea Bajani.La perdita del lavoro, accompagnata dalla perdita di identità, è qualcosa di vergognoso, un’umiliazione nei confronti della famiglia, dei vicini e del mondo che ti circonda. Il protagonista, disoccupato, è ridicolo; non riesce a rialzarsi dai colpi subiti da una società cinica, volubile e consumistica che butta via tutto ciò che non rende più.
Questo è l’argomento che ci ha coinvolto tutti quanti.
Fa un certo effetto pensare che “18 mila giorni” corrispondono a 50 anni, un’età che non dà nessuna certezza per il futuro, e che, anzi, rappresenta un impedimento. Le carriere in transito prendono il sopravvento. Perdere tutto in un pomeriggio, lavoro, moglie e figlio, è un paradosso quotidiano, può capitare a chiunque. Con il teatro e la musica e con la speranza che questo mondo che sembra essere immutabile possa essere cambiato, noi affronteremo e racconteremo questa storia.

martedì 8 febbraio 2011

ARTO PAASILINNA


Giornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell’esistenza in cui di colpo ci si chiede quel “ma perché” che si è cercato sempre di reprimere. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’auto, la trova, la cura e sparisce con lei nei boschi. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all’avventura. Un libro-culto nei paesi nordici che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico ecologico.

VAURO. FARABUTTO


mpenitenti, sarcastici, ironici, velenosi, ma anche inaspettatamente poetici: gli scritti satirici di Vauro riverberano il suo sguardo graffiante sull’Italia, la nostra politica, il pantano nostrano e internazionale. Sono – ognuna a suo modo – dichiarazioni d’amore: non quello sdolcinato buono al più per incartare cioccolatini, né quello interessato a cui si intitolano partiti. Sono scritti corsari, pirateschi arrembaggi dialettici, dichiarazioni d’amore molesto.

Se avete fatto le ore piccole pur di non rinunciare al piacere liberatorio della satira di Vauro ad Annozero, se avvertite il bisogno di un prontuario di resistenza umana per non affogare nell’onda di melma che minaccia di sommergerci, questo è il libro che aspettavate. Un concentrato di pensieri, parole e disegni, corrosivo antidoto alla catalessi mediatica.

giovedì 20 gennaio 2011

Elio canta ''Mamma, gli ci vuol la fidanzata''

Nucleare: il contro-spot di Greenpeace usa l'ironia

L'associazione ambientalista lancia una campagna per replicare con il sarcasmo a quella del Forum a sostegno del ritorno all'atomo. "Quella era una pubblicità scorretta realizzata con i soldi dei contribuenti"

martedì 11 gennaio 2011

Nebulosa Tarantula



Come Dylan: tutti i motivi per abbandonare Facebook


L'idea di Bob Dylan per Subterranean Homesick Blues - il testo della canzone scritto su fogli di cartone - ha ispirato un giovane filmmaker del Minnesota (USA) per girare un video che spiega tutti i motivi per cui bisognerebbe fare a meno di Facebook. "Ciao, sono Ross. Ho qualcosa da dirvi su Facebook. Dovete uscirne": inizia con questi cartelli il video "discorso" di un ragazzo ripreso in strada tra la folla. Sulle note di un brano dei Thievery Corporation seguono tutti i suoi ironici perché: "Essere taggati. Non piace a nessuno". "Non hai 852 amici. Nella realtà ne hai circa 4. E questo va bene. 4 amici a cui parli sono meglio di 848 che non vuoi vedere e che invece sono felici di spiarti". E ancora: "Uno di questi sta vedendo una tua foto proprio ora. E ti sta giudicando". Poi la frase chiave: "Non ho un account - spiega Ross con i suoi cartelli - sono 'pulito' da 5 mesi e 17 giorni. E sono felice". E infine la brillante conclusione: "Ironia della sorte, forse stai guardando questo video su Facebook. Ricordati che sei molto più interessante del tuo profilo". (dal sito di Repubblica)

Mistero Buffo - Dario Fo e Franca Rame in scena al Teatro Nuovo di Milano


Esattamente 41 anni fa andavamo in scena qui a Milano con Mistero Buffo. Era il 1969. Recitavamo in un capannone di una piccola fabbrica dismessa dalle parti di Porta Romana che noi avevamo trasformato in una sala di teatro con il nostro gruppo.

In quell’occasione Franca ed io ci alternavamo sul palcoscenico eseguendo monologhi di tradizione popolare, tratti da giullarate e fabliaux del medioevo, non solo italiane, ma provenienti da tutta Europa. Lo spettacolo ottenne grande successo e venne replicato centinaia di volte nel nostro teatro di via Colletta, in palazzetti dello sport, chiese sconsacrate, locali cinematografici, in balere e perfino in teatri normali. Mistero Buffo cercava di dimostrare che esiste un teatro popolare di grande valore, nient’affatto succube o derivato da testi della tradizione erudita, espressione della cultura dominante. (Dal sito di Dario Fo)