a
mentono sapendo di mentine
mercoledì 24 marzo 2010
IL FOTOGRAFO

Il Fotografo
di Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre, Frèdèric Lemercier
Coconino Press-Fandango Libri, in collaborazione con Medici senza frontiere. Prefazione di Adriano Sofri Per la prima volta in un unico volume, arricchito dalla prefazione di Adriano Sofri, il libro a sei mani (fotografie di Lefèvre, disegni di Guibert, grafica di Lemercier) che ha raccolto premi in tutto il mondo. Un reportage giornalistico realizzato con una formula unica, che accosta fumetti e foto e inserisce le vignette e le pagine a fumetti nel flusso della narrazione per fotografie. E’ il racconto del viaggio nell’Afghanistan dilaniato dal conflitto tra sovietici e mujaheddin, compiuto nel 1986 da Lefevre al seguito di una spedizione di Medici senza frontiere. Tra destini individuali e geopolitica, fotografie e illustrazioni, il libro offre uno spaccato della storia recente e aiuta a capire meglio l’assetto mondiale di oggi.Il Fotografo di Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre, Frèdèric Lemercier Coconino Press-Fandango Libri, in collaborazione con Medici senza frontiere. Prefazione di Adriano Sofri Per la prima volta in un unico volume, arricchito dalla prefazione di Adriano Sofri, il libro a sei mani (fotografie di Lefèvre, disegni di Guibert, grafica di Lemercier) che ha raccolto premi in tutto il mondo. Un reportage giornalistico realizzato con una formula unica, che accosta fumetti e foto e inserisce le vignette e le pagine a fumetti nel flusso della narrazione per fotografie. E’ il racconto del viaggio nell’Afghanistan dilaniato dal conflitto tra sovietici e mujaheddin, compiuto nel 1986 da Lefevre al seguito di una spedizione di Medici senza frontiere. Tra destini individuali e geopolitica, fotografie e illustrazioni, il libro offre uno spaccato della storia recente e aiuta a capire meglio l’assetto mondiale di oggi.
GENTE DI PIEMONTE

"Gente di Piemonte" raccoglie le oltre cento storie che Carlo Petrini, piemontese doc e fondatore del movimento Slow Food, ha dedicato alla realtà del territorio per la costruzione di una memoria locale. Racconti pubblicati su Repubblica nella rubrica "Storie di Piemonte" in oltre due anni di appassionata ricerca. Un atto d'amore verso le proprie origini e di appartenenza al popolo piemontose, alla sua cultura e alla sua vita.
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martedì 23 marzo 2010
RAIPERUNANOTTE
L'anteprima dell'intervista di Sandro Ruotolo al comico toscano che promuove la trasmissione di giovedì con Santoro, in onda anche su RepubblicaTv
Il video si apre con un duetto tra Benigni e una turista macedone, che lo ha riconosciuto. "We don't want money from Santoro, we are the only one", dice Benigni che poi rivolto alla signora ripete: "Macedonia, paese della libertà: 40 milioni di abitanti secondo Verdini, 8 secondo la Questura. Ciao Santoro ti aspetto in Macedonia".
Il video si apre con un duetto tra Benigni e una turista macedone, che lo ha riconosciuto. "We don't want money from Santoro, we are the only one", dice Benigni che poi rivolto alla signora ripete: "Macedonia, paese della libertà: 40 milioni di abitanti secondo Verdini, 8 secondo la Questura. Ciao Santoro ti aspetto in Macedonia".
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SANTORO
venerdì 19 marzo 2010
IL TRENO DEI MIGRANTI

LA MOSTRA
Il Novecento è una storia ricca di viaggi della speranza, di frontiere attraversate da uomini e donne alla ricerca di una vita migliore. Viaggi, transiti, permanenze hanno generato una grande ricchezza di tracce storiche, letterarie, fotografiche e cinematografiche. La finalità è didattica e pedagogica insieme, perciò l'ampiezza degli strumenti utilizzati, dalla fotografia, al video, alla multimedialità sino al contributo delle arti teatrali, musicali, cinematografiche e visive, intendono offrire continui stimoli proponendo ai visitatori più che una esposizione una suggestiva esperienza emozionale.
Il percorso è diviso in tre sezioni:
1) Emigrazione italiana e pugliese negli USA (dal 1900 al 1927);
2) Emigrazione pugliese in Europa e nord Italia (dal 1946 al 1976);
3) Immigrazione in Puglia.
Il treno si fermerà nelle seguenti stazioni ferroviarie:
» Lecce - 20,21,22, 23, 24 febbraio
» Brindisi Centrale - 25,26,27,28 febbraio
» Taranto - 1,2,3,4 marzo
» Bari Centrale - dal 5 al 11 marzo
» Foggia - 12,13,14, 15 marzo
» Torino Porta Nuova - 18,19,20,21 marzo
Orario di apertura: dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30)
L'ingresso alla mostra è gratuito.
Le voci narranti degli attori pugliesi Michele Placido, Sergio Rubini, Mario Perrotta e Cosimo Cinieri, seguono il percorso dei visitatori lungo l’esposizione. Sono state selezionate più di 300 fotografie provenienti da musei, archivi storici, istituti, fondazioni, affiancate da opere di grandi fotografi e fotoreporter internazionali. La documentazione fotografica è arricchita da una ricerca video grazie alla partecipazione di Teche RAI e dell’Istituto Luce. Uno spazio per ogni sezione è destinato al cinema, attraverso videoclip con la sequenza di brevi ma significative scene inserite nel percorso della mostra come finestra sull’immaginario prodotto dal cinema rispetto all’illustrazione documentaria offerta dal percorso espositivo. Un contributo dell'arte visiva dagli artisti albanesi Andrian Paci, Alfred "Milot" Mirashi , Parlind Prelashi, Artan Shabani arrivati in Italia con le carrette del mare negli anni Novanta e oggi importanti artisti internazionali di arte contemporanea. Il valore aggiunto sono i testimoni diretti, i migranti, coloro che sono dovuti partire, che raccontano l’emigrazione per averla vissuta sulla propria pelle e che rappresentano un importante contributo umano ed emotivo.
Migrazione significa soprattutto spostamento. Per questa ragione la mostra sarà allestita all'interno di 12 carri merce che si trasformeranno in una grande galleria multimediale: il treno è uno dei segni simbolo della nostra migrazione, utilizzato da milioni di pugliesi per raggingere il porto di Napoli agli inizi del secolo da dove partivano i bastimenti per le Americhe, e nel dopoguerra per raggiungere il Belgio, la Francia, la Germania, la Svizzera.
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CONTADINI DEL SUD di - Rocco Scotellaro

Avvicinandosi al pubblico, toccandolo, raccontando in prima persona in dialetto lucano, Ulderico Pesce porta in scena queste storie troppo spesso dimenticate con grande grazia, umorismo e con quella dolcezza che si prova parlando della propria terra.
La storia d’amore tra Amelia Rosselli, poetessa di origine ebraica e e Rocco Scotellaro, figlio di un ciabattino, durante le prime occupazioni delle terre demaniali in cui molti braccianti trovarono la morte. 
Lo spettacolo rievoca la storia d’amore tra Amelia Rosselli, poetessa di origine ebraica (figlia di Carlo Rosselli, trucidato dai sicari di Mussolini con il fratello Nello nel 1937) e Rocco Scotellaro, figlio di un ciabattino, giovane scrittore e sindaco socialista di un paesino in provincia di Matera. Un storia d’amore indissolubilmente legata alla vita dei contadini del sud e alle prime occupazioni delle terre demaniali in cui molti braccianti trovarono la morte.
In Contadini del sud Ulderico Pesce racconta una storia fatta di tante storie; racconta dei contadini della Basilicata, di Rocco Scotellaro e di Amelia Rosselli; parla di terra, di sud, d’amore e di morte; di emigranti e contadini di tutta Italia, di Roma e di Matera, delle bufale e delle osterie di trastevere; della poesia e della vita. Sulla scena solo due sedie ed una grande fotografia in bianco e nero illuminata da una lampadina. Sullo sfondo di questi pochi elementi gli attori, Ulderico Pesce e Maria Letizia Gorga, danno vita e corpo alle figure di Rocco Scotellaro, giovane socialista lucano, e di Amelia Rosselli, poetessa figlia di Carlo Rosselli. L’anno è il 1948 e Rocco è appena arrivato a Roma per pubblicare il suo libro-indagine sulla vita dei contadini del sud. Amelia, ebrea, fuggita dall’Italia con la madre a causa delle persecuzioni razziali, torna in Italia alla ricerca di un posto in cui vivere. Il loro primo incontro, alla stazione, segna l’inizio di un grande amore. La storia di Rocco e di Amelia viene raccontata attraverso la loro musica (suonata e interpretata dal vivo), quella popolare lucana e quella delle vecchie canzoni ebraiche; il loro amore si esprime per mezzo delle poesie di Amelia la loro vita è indissolubilmente legata a quella dei contadini, a cui Rocco restituisce voce e dignità. E’ così che, durante lo spettacolo, le figure di Rocco e Amelia si fondono con quelle di Cosimo Montefusco fu Nunziante, giovane bufalaro lucano analfabeta, o con quella di Francesco Chironna, contadino emigrato in America in giovane età, poi tornato in Italia a organizzare le prime occupazioni di terre demaniali. Avvicinandosi al pubblico, toccandolo, raccontando in prima persona in dialetto lucano, Ulderico Pesce porta in scena queste storie troppo spesso dimenticate con grande grazia, umorismo e con quella dolcezza che si prova parlando della propria terra. Maria Letizia Gorga, seduta in mezzo al pubblico, ascolta le vicende di contadini ed emigranti così come Amelia le aveva ascoltate per bocca di Rocco in quegli anni felici del loro amore, prima della separazione, prima della malattia mentale e della morte. Attraverso stralci di lettere viene rievocato l’ultimo periodo dell’amore di Rocco e Amelia, lei a Roma a scrivere, lui nel suo paese a lottare per i contadini e combattere contro una malattia che lo ucciderà a soli trent’anni. Nei panni della commovente figura della madre, Ulderico Pesce ripercorre gli ultimi giorni di Rocco, la sua morte, evoca la figura magra e pallida di Amelia che vaga nei campi pieni di fango dopo il funerale, la sua partenza per l’America, l’ospedale psichiatrico, gli elettroshock. Infine il suicidio, avvenuto a Roma nel 1996, della donna definita da Pierpaolo Pasolini “la più grande poetessa del Novecento”.
lunedì 15 marzo 2010
ACTIVESTILLS

La fotografia come strumento di lotta contro ogni forma di oppressione e razzismo. Il photo-collective opera principalmente in Israele e nei territori palestinesi occupati.
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giovedì 25 febbraio 2010
Astuzia del Muro

Uno spettacolo realizzato dai detenuti della VI Sezione del Padiglione A
10-12-15-17-19 Marzo 2010
Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno"
"Anche quando hai l'impressione che sia tutto sbarrato, non escludere l'esistenza di una porta che non riesci a vedere. Perché il demone che costruisce il muro è astuto, forse è sadico, e fa in modo che tu ti adatti all'immobilità e ti rassegni rinunciando alla tua meta vera, quella che sta oltre il muro."
L'astuzia del Muro parla del cammino della vita e delle mete di ognuno.
Sovente, durante gli incontri con gruppi di adolescenti, i detenuti della VI sezione del padiglione A si sono sentiti chiedere quali fossero i loro sogni quando erano ragazzi, quale la differenza tra quei desideri e la realtà, quali le delusioni e quale, e se fosse rimasta, la speranza. Questo spettacolo offre un tentativo di risposta, incoraggiante soprattutto se si pensa che proviene da chi ha molto da dire in merito agli ostacoli della vita.
Uno spettacolo teatrale realizzato dai detenuti della VI Sezione del Padiglione A
Con la collaborazione di C.A.S.T.
Regia di Claudio Montagna
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Teatro
mercoledì 17 febbraio 2010
lunedì 15 febbraio 2010
VISIONI CIRCOLARI

L’Arte si fa spazio tra i Circoli ARCI.
Il comitato ARCI di Torino presenta “Visioni Circolari” , una manifestazione artistica- culturale che si inaugurerà venerdì 19 Febbraio 2010 in 14 Circoli ARCI Torinesi e continuerà fino al 4 aprile.
Diciassette artisti (8 fotografi e 9 pittori), 190 opere in quattordici collettive suddivise tra fotografia e pittura; un percorso artistico-culturale, una vetrina delle attività che avvengono nei singoli Circoli dove accanto all’artista professionista viene data la possibilità di esporre anche a chi vuole mettersi in gioco per la prima volta.
L’evento nasce dalla volontà tra le diverse realtà ARCI di collaborare, mettendo in comune i propri artisti ed i propri spazi espositivi.
Le mostre collettive saranno inaugurate contemporaneamente nei quattordici Circoli ed Associazioni in due momenti della serata : una prima inaugurazione partirà alle 19:30 ed una seconda alle 21:30.
In ogni spazio espositivo ci sarà uno o due artisti principali a cui sarà dedicata l’inaugurazione della serata; in questo modo ognuno avrà il suo momento di attenzione.
Contemporaneamente altre sue opere saranno esposte in altre due o tre location permettendo così una sua maggiore visibilità.
Gli Artisti che parteciperanno alla Manifestazione sono:
Per i fotografi Associazione NUR, Giovanni Darone, Lorenzo Favaro, Gianluca Nani, Marco Rossetti, Jens Seidel, Antonella Tambone, Maurizio Turinetto
Per i pittori Lucian Cojocaru, Laura Di Fazio, Luciana Gallo, Nadia Lonardo, Monkeys Evolution, Tiago Ramos, Stefania Siciliano, Tonichina e Marisa Trainelli
I Circoli e le Associazioni coinvolte nella Manifestazione sono:
Ai tre bicchieri; Cafè Liber; Fattore K; Fuori Luogo; Kalt; Harry Loman; La Cadrega; Machè; Circolo Vizioso; Circolo Oltrepò; Circolo Pueblo; Circolo Sud; Studio Mars
ArciPolis; AMIS; Flux Lab; Gli Argonauti; Honky Tonk; Tu-ca-Tu-Lá ; Imagine
Programma dettagliato
PROGETTO “VISIONI COLLETTIVE 1.0”
Collettive FotografIa
Circolo Vizioso
Via S. Bernardino 34/C – Torino
Aperto dal martedì al sabato dalle 19:00 alle 03:00
Info: 346.067.55.47; info@arcircolovizioso.com
Orario inaugurazione: 19,30
Esposizioni di: * Lorenzo Favaro, * Jens Seidel (www.jensseidel.de), Associazione NUR e Marco Rossetti
Circolo Harry Loman
Via Governolo 7/B – Torino
Aperto Lunedì-Giovedì dalle 12 alle 20:00; venerdì dalle 12 alle 24:00
Info: 011. 248.29.31; circoloharryloman@gmail.com
Orario inaugurazione: 19,30
Esposizioni di: * Antonella Tambone, Gianluca Nani e Maurizio Turinetto
Flux Lab
Via Silvio Pellico 8 - Torino
Aperto dal venerdì alla domenica dalle 19,00 alle 22,00
Orario inaugurazione: 19,30
Info: 3290907603 – laboratorio@fluxlab.it
Esposizioni di: * Associazione NUR, Lorenzo Favaro, Jens Seidel e Gianluca Nani
Circolo Fuori Luogo Interzona
Corso Brescia 14 – Torino
Aperto dal mercoledì al sabato dalle ore 20,00 alle 01,00
Info: 011.85.65.89; info@fuoriluogo.org
Orario inaugurazione:19,30
Esposizioni di: * Gianluca Nani, Jens Seidel, Marco Rossetti e Giovanni Darone
A seguire Cena Frusciante con DJ Grumbi
Fattore K
Via Cesare Balbo 10/D – Torino
Aperto dal lunedì al giovedì dalle 19,00 alle 02,00 e venerdì e sabato dalle 20,00 alle 13,00
Info: 011 8129970 – fattorek@alice.it
Orario inaugurazione: 21,30
Esposizioni di * Marco Rossetti (www.flickr.com/nemseck), Giovanni Darone e Antonella Tambone
Nel corso della serata Concerto Happy songs for Happy people
Cafè Liber
Corso Vercelli 2 – Torino
Aperto dal lunedì al sabato dalle 21,00 alle 12,30
Info: 011 7651610 info@cafeliber.it
Orario inaugurazione: 19:30
Esposizione di: * Giovanni Darone, Antonella Tambone e Maurizio Turinetto
Circolo Kalt
Via Botero 8 - Torino
Aperto da martedì al sabato dalle 19:30 alle 03:00
Info : 338.135.59.62; kalt.talk@gmail.com
Orario inaugurazione: 21:30
Esposizioni di: * Maurizio Turinetto (http://maurizioturinetto.beepworld.it), Lorenzo Favaro e Associazione NUR
Collettive Pittura
Circolo Ai tre bicchieri
Via Carlo Ignazio Giulio, 29D - Torino
Aperto dal lunedì al sabato ore 21,00 alle 24,00
Info: 339.620.28.42; info@3bicchieri.it
Orario inaugurazione: 19,30
Esposizioni di: * Marisa Trainelli, * Luciana Gallo, Laura Di Fazio e Stefania Siciliano
Circolo La Cadrega
Via Principessa Clotilde 23bis – Torino
Aperto dal Lunedì alla Domenica dalle 21,00 alle 02,00
Info : 011.48.27.15; cadregart@libero.it
Orario inaugurazione: 21:30
Esposizioni di: * Laura Di Fazio, * Nadia Lonardo, Marisa Trainelli, Luciana Gallo, Tiago Ramos e Monkys Evolution
Circolo Machè
Via della Consolata 9/G - Torino
Aperto dal lunedì alla domenica dalle 21,00 alle 02,00
Info: 011.436.41.22; info@mache.it
Orario inaugurazione: 21,30
Esposizioni di: * Tonichina, * Monkeys Evolution (http://www.monkeysevolution.org), Lucian Cojocaru e Stefania Siciliano
Circolo Pueblo
Corso Palestro 3 - Torino
Aperto dal mercoledì al sabato dalle 22:00 alle 02:00
Info : info@circolopueblo.com; www.circolopueblo.com
Orario inaugurazione: 21,30
Esposizioni di: * Stefania Siciliano, Lucian Cojocaru, Nadia Lonardo e Tonichina
Circolo Sud
Via Principe Tommaso 18 – Torino
Aperto dal martedì al sabato dalle 20:00 alle 04:00
Info: 339.264.27.16; circolo.sud@gmail.com
Orario inaugurazione: 21,30
Esposizioni di: * Lucian Cojocaru (http://www.scarfas.com), Tiago Ramos, e Monkeys Evolution
Nel corso della serata concerto di Luciano De Blasi e Sui Generis
Circolo Studio Mars
Via Tiziano 35 – Torino
Aperto lunedì e dal giovedì al sabato dalle 21:00 alle 02:00
Info: 340.231.09.52; studiomars.torino@yahoo.it
Orario inaugurazione: 21,30
Inaugurazioni di: * Tiago Ramos, Lucian Cojocaru e Nadia Lonardo
Circolo Oltrepò
Corso Sicilia 23 - Torino
Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 19,00 alle 03.00
Info: 339.722.56.47
Esposizioni di: Laura di Fazio, Marisa Trainelli, Luciana Gallo e Tonichina
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How does it feel? - something about Bob Dylan

COMPAGNIA TEATRALE ACCADEMIA DEI FOLLI
di Emiliano Poddi
Con
CARLO RONCAGLIA – VOCE E CHITARRA
ENRICO DE LOTTO – CONTRABBASSO
PAOLO DEMONTIS – ARMONICA
MARCO MATURO – CHITARRE E BOUZOUKI
DONATO STOLFI – PERCUSSIONI
ARRANGIAMENTI A CURA DI ENRICO DE LOTTO
VIDEO A CURA DI PIERLUCA GAMBETTA
Regia di Carlo Roncaglia
Sulla genialitá di questo “profeta” della musica popolare internazionale s’è già detto quasi tutto.
La sua produzione artistica da oltre quarant’anni fa scuola ed ha gettato basi consolidate per un ascolto che non è più il vecchio “mettiamo su un disco”. Quella voce nasale e graffiante, quel suono che ha radici nel folk, nel blues, nelle ballate della vecchia Europa; con testi ruvidi, incisivi, densi di messaggi stimolanti; oltre lo “slang” e un linguaggio per pochi.
E di cose ne ha dette, scomode, urtanti, vere. Lo hanno ascoltato milioni di persone, di ogni età. Ma al di là del divismo, che Dylan ha sempre evitato accuratamente, restano centinaia di canzoni, blues, ballate indimenticabili e poesie; soprattutto poesie, testi che da tempo hanno trovato attenzione e dignità anche nelle migliori antologie internazionali.
“Il più delle volte riesco a stare con tutti e due i piedi per terra, mi sembra di avere ogni cosa sotto controllo, il più delle volte metto bene a fuoco quello che voglio, e quello che voglio è fare musica folk.
Per questo me ne sono andato da casa, da Duluth. È stato un mese fa, sono saltato sul primo autobus per Minneapolis. Non c’era nessuno a salutarmi al mio arrivo, nessuno mi conosceva e a me andava bene così. Il perché ve l’ho detto, a me importa solo scrivere canzoni folk, sento che sono già da qualche parte nell’aria o dentro di me.”
Uno spettacolo tra musica e teatro, un viaggio di formazione attraverso l’America le sue radici e il suo “rinascimento”. Le immagini in bianco e nero scorrono sullo schermo mentre la narrazione ci svela il percorso umano e artistico di uno dei più interessanti e innovativi poeti del nostro tempo. Più che un tributo a Bob Dylan, un racconto accorato e insieme un reportage fotografico di un epoca e dei suoi fermenti; una visita a quella fabbrica di idee e di arte che è il Village newyorchese degli anni Sessanta.
domenica 14 febbraio 2010
Una foto riapre il giallo dell'Everest "Trovato il corpo di Andrew Irvine"
di LUIGI BIGNAMI
da repubblica.it
È l'8 giugno 1924. George Mallory e Andrew Irvine lasciano il loro campo avanzato per raggiungere la sommità dell'Everest, 8.848 metri. Sarebbero stati i primi uomini sul tetto del mondo. Dal campo base vengono seguiti con un binocolo fino a circa 250 metri dalla cima, poi scompaiono in una bufera di neve e non fecero mai più ritorno. Riuscirono a raggiungere la cima? Furono loro i primi uomini sul punto più alto del pianeta? Ora a distanza di 86 anni il corpo di Irvine è stato individuato su alcune fotografie a 8.425 metri: nel suo zaino potrebbe esserci la macchina fotografica con il rullino che immortalò la spedizione e forse, se arrivarono in vetta, il momento più bello.
Oggi si accetta ufficialmente che i primi uomini ad aver raggiunto la vetta dell'Everest furono Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953. Ma il dubbio rimane. Per dare una risposta definitiva Tom Holzel, uno storico statunitense, da anni sta cercando il corpo di Irvine, dopo essere venuto alla luce quello di Mallory nel 1999. Holzel ha fondato un gruppo, "The Andrew Irvine Search Committee", che queste settimane sostiene di aver centrato l'obiettivo: ha scoperto cioè, dove si trova Irvine e ora sta organizzando una spedizione per raggiungerlo.
Quando si scoprì il corpo di Mallory si sperava che nel suo zaino, da capo spedizione, vi potesse essere la macchina fotografica, ma la Vest Pocket Kodak non c'era. E il dubbio si fece più serio quando si scoprì che nelle tasche dell'alpinista non c'era la foto della moglie che egli portava con sé per lasciarla sulla cima della montagna. Per questo la ricerca di Irvine diventava ancor più importante.
Ora ecco l'annuncio di Holzel sulle pagine di Explorereweb: "Il corpo di Irvine si trova a 8.425 m sulla parte nord dell'Everest. Serve organizzare una spedizione che deve essere pronta entro la fine di febbraio, ma è necessario trovare gli sponsor per sostenere le spese che potrebbero aggirarsi attorno ai 200.000 dollari". La posizione del corpo di Irvine non è stata semplice da trovare. Spiega Holzel: "La scoperta di Irvine, sempre che di lui si tratti, si è potuta realizzare attraverso una sofisticata indagine condotta sulle fotografie aeree realizzate da Brad Washburn e dalla National Geographic Society nel 1984, le quali sono state sottoposte a un "microscopio trinoculare". Concentrandosi attorno alle rocce della Fascia gialla, dove si sarebbe dovuto trovare il corpo, abbiamo scoperto un punto scuro, anomalo rispetto alle aree vicine, il quale coinciderebbe con quanto osservò il cinese Xu Jing, che nel 1960 disse di aver visto un "corpo di un inglese" proprio in quell'area". Le fotografie aeree, trasformate da due in tre dimensioni, metterebbero in luce un corpo lungo circa un metro e 80 cm del quale si vedrebbero anche i piedi.
Alcuni forti scalatori, tra cui Thom Pollard alpinista e cineoperatore e Jake Norton, hanno già dato la loro adesione alla spedizione e se a primavera si riuscirà a raggiungere la Fascia Gialla è probabile che si possa risolvere uno dei più intriganti misteri della storia dell'alpinismo.
da repubblica.it
È l'8 giugno 1924. George Mallory e Andrew Irvine lasciano il loro campo avanzato per raggiungere la sommità dell'Everest, 8.848 metri. Sarebbero stati i primi uomini sul tetto del mondo. Dal campo base vengono seguiti con un binocolo fino a circa 250 metri dalla cima, poi scompaiono in una bufera di neve e non fecero mai più ritorno. Riuscirono a raggiungere la cima? Furono loro i primi uomini sul punto più alto del pianeta? Ora a distanza di 86 anni il corpo di Irvine è stato individuato su alcune fotografie a 8.425 metri: nel suo zaino potrebbe esserci la macchina fotografica con il rullino che immortalò la spedizione e forse, se arrivarono in vetta, il momento più bello.
Oggi si accetta ufficialmente che i primi uomini ad aver raggiunto la vetta dell'Everest furono Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953. Ma il dubbio rimane. Per dare una risposta definitiva Tom Holzel, uno storico statunitense, da anni sta cercando il corpo di Irvine, dopo essere venuto alla luce quello di Mallory nel 1999. Holzel ha fondato un gruppo, "The Andrew Irvine Search Committee", che queste settimane sostiene di aver centrato l'obiettivo: ha scoperto cioè, dove si trova Irvine e ora sta organizzando una spedizione per raggiungerlo.
Quando si scoprì il corpo di Mallory si sperava che nel suo zaino, da capo spedizione, vi potesse essere la macchina fotografica, ma la Vest Pocket Kodak non c'era. E il dubbio si fece più serio quando si scoprì che nelle tasche dell'alpinista non c'era la foto della moglie che egli portava con sé per lasciarla sulla cima della montagna. Per questo la ricerca di Irvine diventava ancor più importante.
Ora ecco l'annuncio di Holzel sulle pagine di Explorereweb: "Il corpo di Irvine si trova a 8.425 m sulla parte nord dell'Everest. Serve organizzare una spedizione che deve essere pronta entro la fine di febbraio, ma è necessario trovare gli sponsor per sostenere le spese che potrebbero aggirarsi attorno ai 200.000 dollari". La posizione del corpo di Irvine non è stata semplice da trovare. Spiega Holzel: "La scoperta di Irvine, sempre che di lui si tratti, si è potuta realizzare attraverso una sofisticata indagine condotta sulle fotografie aeree realizzate da Brad Washburn e dalla National Geographic Society nel 1984, le quali sono state sottoposte a un "microscopio trinoculare". Concentrandosi attorno alle rocce della Fascia gialla, dove si sarebbe dovuto trovare il corpo, abbiamo scoperto un punto scuro, anomalo rispetto alle aree vicine, il quale coinciderebbe con quanto osservò il cinese Xu Jing, che nel 1960 disse di aver visto un "corpo di un inglese" proprio in quell'area". Le fotografie aeree, trasformate da due in tre dimensioni, metterebbero in luce un corpo lungo circa un metro e 80 cm del quale si vedrebbero anche i piedi.
Alcuni forti scalatori, tra cui Thom Pollard alpinista e cineoperatore e Jake Norton, hanno già dato la loro adesione alla spedizione e se a primavera si riuscirà a raggiungere la Fascia Gialla è probabile che si possa risolvere uno dei più intriganti misteri della storia dell'alpinismo.
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